20/03/2010

Pappa al pomodoro

Mentre vi stiamo scrivendo 67 milioni di italiani sono in marcia "su" Roma per la manifestazione pro-Silvio del PdL.
Ma già sui numeri è polemica: per il Pdl sono oltre 100 milioni, 234 milioni per la questura, quasi 2 miliardi per il TG4, 14 (unità) per il PD e 8 per l' IdV.
In ogni caso per i pulman provenienti dal nord si segnala la coda a passo d'uomo già da Modena Nord e per quelli del sud il traffico è già fermo a Cosenza.
Il popolo viola accusa il PdL di aver assoldato le agenzie del lavoro per reclutare i manifestanti a 100€ l'uno, ma onestamente non riusciamo a capire cosa ne sappiano i tifosi della Fiorentina.
Fatto sta che una manifestazione così ampia necessita di un'organizzazione capillare, per questo il Silvio ha incaricato Bertolaso e la protezione Civile di occuparsi della faccenda, e infatti Bertolaso ha messo a disposizione quasi 110.000 escort.
Il ministro La Russa ha messo a disposizione dei manifestanti il 47° Battaglione di Fanteria Carrozzata "El Alamein" e al grido di "Ricordatevi di Tobruck" si occupa del trasporto di almeno 400.000 pensionati del Sud.
Non meno solerte Bossi che andrà a Roma facendo finta di non esserci e ci andrà in ginocchio alla testa della temibile cavalleria celtica delle pianure padane. Si mormora però che il ministro per la semplificazione Calderoli abbia frainteso e si sia recato in ginocchio a Lourdes, dove già che c'era a chiesto una grazia alla Vergine Maria, la quale, pare, abbia risposto "Ragazzo mio, anche i miracoli hanno un limite".
Bondi alla testa delle Suore Orsoline del Sacro Cuore arriverà in tarda mattinata dopo aver saccheggiato Velletri.
Alemanno per far posto ai manifestanti ha fatto spianare il Colosseo e il circostante Foro Italico dichiarando alla stampa "Non se ne può più di questi campi rom, questi ruderi erano una vergogna per la Capitale".
A Gorizia è stato avvistato l'amico Putin con in spalla una bombola di gas: "Volevo portare la Mirra, ma non so che cazzo sia" ha dichiarato alla stampa facendo sparare al giornalista troppo curioso.
Unico a dissociarsi Barrack Obama: "Non si è mai visto uno stato dell'Unione che si elegge un Presidente per conto suo, faremo togliere la stellina dell'Italia dalla Stars and Stripes".
Altro neo, il contenzioso con la Ferrovie dello Stato.
Alcuni milionni di manifestanti che dovevano raggiungere Roma col treno, hanno perso l' intercity per 20 minuti, prontamente il governo ha predisposto un decreto interpretativo che impone al treno di tornare indietro in retromarcia e caricare i militanti del PdL, difatti si legge al comma 6 dell' articolo 3 : Qualora il treno parta in orario e lasci a piedi gli elettori popolarlibertari muniti di regolare biglietto ma giunti in ritardo sul binario, lo stesso deve tornare indietro privilegiando la volontà democratica del cittadino succitato dal precedente comma, sostituendo all'orario previsto quello che più resta comodo al passeggero.
Qualcuno ha sollevato problermi di Costituzionalità, ma trattavasi solo di un controllore comunista.
Ospiti d'onore della manifestazione saranno Pupo e Emanuele Filiberto che canteranno il remake "Qui si fa l'Italia o si muore" di Garibaldi Panzeri Pilat.
Comunque vada sarà un successo.

22/03/2009

Ci vien che ridere...

Bella cosa quando potevamo tenere aggiornato il blog.
Erano i tempi del morente Berlusconi II.
Il Nano e i suoi complici non mancavano di darci spunto ogni giorno.
Per un blog che aveva scelto "una risata vi seppellirà", anzichè della vetusta e inefficace "compagna P38", era una manna.
gasparri, la russa, martino, bondi erano in piena forma. A ogni dichiarazione corrispondeva il canovaccio per una commedia comica: a noi non restava che metterla in bella copia.
Poi è venuto il Prodi II.
Un terno al lotto.
Un governo che si spostava a destra fischiettando con noncuranza sempre di più predicando una rivoluzione sociale che "a da venì".
I D'Alema, Parisi, Cicciobello Rutelli erano dei must. Per non citare l'ineguagliabile Mastella e l'inarrivabile Dini.
Guardare un telegiornale era come andare al cinematografo a vedere una retrospettiva di Woody Allen.
Poi i tempi sono cambiati, si sono tutti ingrigiti, intristiti.
Quello che doveva essere motivo di grande gioia per la nazione (la scomparsa della sinistra-sinistra) ha finito con l'incupire tutti.
Nonostante l'impegno profuso, il Delinquente Alto Un Metro E Mezzo e i suoi ministri non fanno più ridere: nonostante le tute mimetiche della carfagna in Kossovo e le riforme scolastiche della gelmini.
Particolarmente patetici risultano individui come brunetta e sacconi: due frustrati (il primo probabilmente per questioni fisiche, il secondo per questioni sessuali) che provano a sfogarsi accanendosi sui lavoratori, categoria a loro invisa in quanto entrambe non hanno mai fatto una sega in vita loro.
Rincorrendo i più bassi istinti di un popolo in difficoltà, assecondano ogni colpevolizzazione del "diverso": fannulloni, gay, precari, extracomunitari, tutta una poltiglia da cacciare nell'invisibilità più totale.
Sintomatica della tristezza del governo è la scomparsa di calderoli. Vero deus ex-machina dei precedenti governi di destra. Una parola del lesocelebro ministro assicuravano 24 volumi finemente rivestiti in pelle e decorati in oro di post.
Ora buio totale. Tristi nell'esporre tristemente le loro tristi tristezze, il governo non riesce più neppur a far ridere: parlano di niente cercando di riempire il vuoto.
E che dire dell'opposizione?
Più triste del PD c'è la solo la storia di quel povero bambino orfano malato di malaria che finalmente adottato da una fatina buona la vede morire di tubercolosi il giorno dopo l'adozione (per la cronaca lui resterà mutilato in guerra e morirà poverissimo e malandato nei sobborghi di Pittsbourg dopo essere stato tradito dalla moglie che era una nota baldracca di Detroit).
Ma a noi non piace farci mancare niente e allora ecco a voi nello splendore dei 35 mm e con la magia del suono Dolby, l'ultimo congresso dei fascisti di Alleanza Nazionale.
Traghettato il fascismo nella nuova destra berlusconiana, ai nazionalalleati non resta che aggiungere un sottotitolo alla creatura del padron-Berlusconi: Popolo delle Libertà- il partito degli italiani.
Il che è una contraddizione perchè per definizione un partito è di parte (ma va? ci avevate mai pensato che parte e partito hanno la solita radice?).
L'idea di un partito che sia di tutti la dice lunga sul nostro futuro.
E c'è men che meno da ridere.

14/01/2009

Alicio nel Paese delle Meraviglie

Chi ha guardato la puntata di Ballarò di ieri sera ha avuto la fortuna di poter assistere, anzichè al solito pippone politico con simil-dibattito al seguito, a una pregevole riduzione televisiva di Alicio nel Paese delle Meraviglie.
La storia la conoscete più o meno tutti.
Alicio Uolter per inseguire Bianconiglio Piddì (che ripete ossessivamente "£è tardi, è tardi" si ritrova in un Paese incantato dove persone, animali e cose parlano e si muovono.
La metafora di Alicio è nota a tutti: o che sia troppo grande o che sia troppo piccolo, Alicio non si sente mai giusto per la situazione.
Quando Alicio parla di una Grande Italia-Clinton (o, a scelta, un Italia-Blair, Italia-Zapatero no, troppo di sinistra anche per la fantasia dello sceneggiatore) assomiglia di più al geom. Rossi del Catasto che non a uno statista. E quando si traveste da gggente comune si vede lontano un miglio che si sente uno statista.
Ma aldilà del messaggio, efficacie, risultano esilaranti alcuni personaggi.
stregattoù.jpgPrimo fra tutti lo Stregatto Silvio, lo strano animale che scompare dai tribunali lasciando in bella vista il sorriso a 64 denti e il trapianto di peli sulla testa.
Molto realistico appare, invece, l'episodio in cui Alicio Uolter festeggia il Buon Non-Partito del Piddì: non potendo mai festeggiare una presa di posizione  precisa del PD, Alicio e i suoi decidono di festeggiare tutti i "ma anche", i "pacatamente", ma anche, i "serenamente".

Altri personaggi particolarmente riusciti sono La Regina di Cuori D'Alema e il Re Fassino.
Qualsiasi cosa dica o faccia Alicio, la Regina sbotta in un perentorio "Taaagliaaaategliiiii la teeeestaaaa".
Re Fassino invece non conta una beata mazza, nonostante sia il Re.
Abbiamo anche Bruco Brunetta, alto 3 pollici, di colore azzurro come Forza Italia, che risponde alle domande di Alicio con altre domande, non avendo mai avuto una risposta azzeccata in tutta la vita. Si esprime a monosillabi tranne quando  usa una quadrisillaba: "li-cen-zia-re".

Alicio ogni tanto convoca la direzione del Pd dove intervengono i Palmipedoni come Rutelli, strane creature che Alicio deve stare attento a non calpestare. I Palmipedoni parlano, ma non si capisce quello che dicono,  riportiamo un intervento famoso della Palmipedona Melandri:
Era brilligo, e gli unsci tovi
giraschiavano e succhiellavano i pratiali.
Tutti eran mimsi i borogovi
e il momoratso ultrarraffava.
Come tutti sanno alla fine Alicio viene processato e condannato alla decapitazione dalla Regina di Cuori D'Alema, ma prima che la sentenza venga eseguita.... Alicio si sveglia e si ritrova sindaco di S.Anna a Pelago.
L'unico a non apprezzare l'opera è l'UDC Giovanardi che dichiara: "Pessimo insegnamento per le giovani generazioni, per tutto il film Alicio non fa che assumere funghi stupefacenti".
Da rivedere.

24/03/2008

Jessica Cordero Rabbit di Montezemolo

Di fronte all'incombente crisi americana, i padroni e gli zerbini di sistema [leggi editorialisti del Corriere, Repubblica, Stampa ecc. ecc. (Libero e Il Giornale no, non sono giornali veri)] sono tutti affannati a spiegarci che non si deve confondere la suddetta crisi con la crisi del Sistema, dell'Idea, del Pensiero Unico.
E' come la sindrome dell'URSS: per decenni qualcuno si è affannato a dire che una cosa era il socialismo, altra il plumbeo socialismo reale sovietico.
Ora è la stessa cosa, padroni e zerbini impegnatissimi a convincere tutti che il capitalismo è bello, buono, magico, solo che ogni tanto qualcuno esagera e fa stupidaggini.
Non si potrebbe fare meglio di come fa il Corriere della Sera: "Attenzione a non confondere la crisi americana con un fallimento del modello economico liberale".
Mi raccomando eh!! Non vi confondete.
I padroni sono come Jessica Rabbit, non sono cattivi, è che li disegnano così!
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In attesa che la crisi arrivi qua da noi, si affronta il problema dei salari, la più vera tra le vere emergenze del Paese, quella che più che percepita è vissuta.
Non si può legare i salari all'inflazione, ci spiegano tutti in coro, padroni, zerbini e anche buona parte di quelli che un tempo facevano tanto sinistra. Bisogna semmai legarli alla produttività.
Bene, ben detto, come se la produttività fosse un'esclusiva del lavoratore e non un investimento del padrone.
Già, com'è che nessuno s'interroga mai sulla produttività dei padroni?
Innovazione? Poca.
Ricerca? Niente.
Investimenti? Forse.
Se si prendono le prime 50 aziende per fatturato, nel biennio 2006/2007 gli utili sono altissimi. E dove sono andati a finire?
Non nelle tasche dei lavoratori, piuttosto sono finiti nei dividenti, per comprare azioni della stessa azienda per non farsi scalare e molti hanno preso l'areo per il Liecthenstein.
Dunque dov'è l'apporto del capitale che deve farci crescere tutti? Non si vede.
E ora ci spiegano che non si deve confondere il modello con qualche pasticcione nostrano ostaggio della finanza.
Davvero, non sono cattivi, è che li disegnano così: come Jessica Rabbit.

04/03/2008

100.000 voci nel silenzio

Scusate la monotonia, ma noi insistiamo sul tema del lavoro.
Tornato di gran moda nei programmi di tutti, non ha uno spazio politico proprio, ma se ne sta li, buono buono, perchè, diciamola tutta, in periodo di campagna elettorale tutto fa markette.
Di più, permette di parlare di eroi.
L'Italia, si sa, è popolo di navigatori, poeti e, appunto, eroi.
Eroi diventano quegli operai che in una gionata normale di lavoro finiscono col rimetterci la buccia.
Definirli eroi è doppiamente offensivo, sottintende che la società ritiene normale che per andare a lavorare in fabbrica o in cantiere si debba essere degli eroi.
Ovvero, i luoghi di lavoro vanno bene così come sono, gli operai invece devono essere dei coraggiosi.
Le politiche buoniste del "siamo tutti sulla stessa barca" ogni tanto vengono distratte dall'urlo di qualcuno che resta schiacciato o dal tonfo sordo di chi cade da 20 metri. Un fastidio non da poco, un surplus di lavoro.
Bisogna preparare la faccia contrita, il discorso indignato zeppo di "mai più", sapendo che domani sarà esattamente la stessa cosa, in più spendere i soldi per le corone di fiori e il viaggio per andare al funerale (e poi si polemizza sui costi della politica!).
L'importante è non cambiare la struttura del lavoro, magari candidando un full di industriali con operai, nelle liste elettorali.
Senza alcuna distinzione nella scala di potere tra chi ordina e chi esegue.
Un conflitto d'interessi vero inderogabile, altro che televisioni!
Cari compagni, non basta denunciare i salari bassi, le stragi in officina, la precarietà che si estende dal lavoro all'esistenza degli individui, se non si rende la parola ai soggetti coinvolti in questi processi, se non si studia profondamente le condizioni materiali di questi soggetti.
Dunque, e lo ripetiamo per la seconda volta, diventa scandaloso o addirittura complice il silenzio (e la diserzione) calato sull'indagine condotta dai metalmeccanici nelle fabbriche. 100000 voci nel silenzio.
Più preciso di un sondaggio, più efficace di una inchiesta parlamentare, più rappresentativo di un rilevamento Istat, mette a nudo un conflitto vero, presente, inconciliabile. Altro che patto tra produttori, altro che candidature ad hoc!
Per questo si tace, per non sbavare la fotografia di un Italia, si alle corde, ma dove le responsabilità sono equamente divise tra chi da sempre detiene e decide, e chi non possiede e subisce.
Scusate, non è nel nostro costume dire parolacce, ma: voto utile una sega!

29/02/2008

La patente di democratico

Bei tempi quando ci si poteva iscrivere ai partiti.
Uno decideva, con calma, poi si recava nella sezione, circolo, club, tribù (come più vi piace), meglio se accompagnato da qualcuno già inserito e si iscriveva.
In cambio di un pezzetto di carta si poteva mettere a disposizione le proprie esperienze, la propria mente e, perchè no, solo le proprie braccia (perchè non tutti siamo nati Gramsci) per la costruzione di un intellettuale collettivo.
Ora i tempi sono cambiati e non ci si iscrive più ai partiti: si prende la patente.
Come la patente di guida ce ne sono di vari livelli, le più semplici da prendere sono quelle dei partiti grandi.
Per esempio se uno fa l'idraulico e anche amministra il proprio condominio e si affida per se i lavori di manutenzione gli arriva la tessera di Forza Italia direttamente a casa, per posta.
In genere però si devono superare due prove: una pratica e una teorica.
Come al solito, grazie alle nostre amicizie interne al KGB, siamo entrati in possesso delle risposte dei test. Eccone alcune, tra parentesi la risposta giusta.

Test per Forza Italia- PdL
Sei un imprenditore con i capelli color carota, che fai?
A- il Presidente dei Giovani di Confcommercio
B- prendi la residenza a Porta a Porta
C- vivi alle intemperie in un gazebo raccogliendo firme
(risp. C)

Hai un amico mafioso che ti mette su un partito, che fai?
A- apri una rete televisiva
B- ti candidi alle elezioni
C- ricicli i soldi della mafia costruendo un nuovo quartiere a Milano
(risp. B)

Rilasci una dichiarazione ai giornali, il giorno dopo....
A- smentisci
B- i giornalisti sono tutti comunisti
C- te ne freghi perchè non sai leggere
(risp. C)

Test per il PD
Muore un operaio sul lavoro, tu....
A- solidarizzi coi compagni di lavoro
B- solidarizzi col datore di lavoro
C- solidarizzi con la Grande Consolatrice
(risp. A ma anche B ma anche C)

Gli USA dichiarano guerra alla Svizzera
A- ti allei con gli USA
B- ti allei con la Svizzera
C- sposti i capitali nel Lussemburgo
(risp. A ma anche B ma anche C)

Vedi sbarcare 12.000 clandestini kurdi, prendi il telefono e....
A- telefoni a Borghezio
B- telefoni alla Caritas
C- lo butti nel cesso perchè sennò ti intercettano accusandoti di voler comprare una banca
(risp. A ma anche B ma anche C)

Prova pratica per il PdL:
Commetti un reato e fai approvare una legge che lo depenalizzi in meno di un mese
Prova pratica per il PD:
Gira un film sul lavoro di almeno 70 minuti, nel primo tempo sgravia l'azienda da alcune tasse, nel secondo aumenta salari. Ricordati che la produzione finanzia solo i primi 35 minuti.

Prova pratica per entrambe i partiti:
il Papa si affaccia sulla piazza e dichiara illegittima la Repubblica Italiana, prendere i voti ecclesiastici entro due settimane.

09/01/2008

Patty ministro del lavoro

A chi ha avuto la fortuna di saltellare da un canale TV all'altro, non sarà sfuggito che l'altra emergenza, dopo i rifiuti campani, è il MIO salario.
A perlarne un po' tutti: la Brambilla, Damiano, Angeletti, Abete, Letta, Castelli, Stella, Sacconi, Ferrero, finanche Ferrando.
Tant'è che anche Patty Pravo è corsa a incidere il remake di un vecchio successo, prontamente adeguato:

Pensiero stipendio
nasce un poco strisciando
si potrebbe trattare di questione di euro
meglio non dire

Tutti con la loro brava ricetta da medico della mutua: massiccia dose di antibiotici, tre giorni di riposo e, alè, problema risolto.
Oh, finalmente! Sono anni che mi sdraio sui binari, passeggio contromano sull'autostrada, dirigo il traffico ai crocevia più trafficati dalla città, cercando di attirare l'attenziome sul MIO salario.
Le proposte vanno da quella estemporanea della Brambilla (ridurre le tasse ai padroni) a quella del conflitto globale di Ferrando.
Su una cosa, però, sono tutti pressochè concordi aldilà delle sfumature (tranne Ferrando e Ferrero) che l'aumento del MIO salario deve avere per riferimento la produttività.
Più un'azienda fa profitti, più può redistribuire ricchezza ai lavoratori. Dunque la contrattazione del MIO salario va spostata in fabbrica, possibilmente senza conflitti.
Detta così, la cosa, è di un'ovvietà offensiva.
Traduciamo in pratica per quelli ignoranti come me.
Puntare sui contratti aziendali, svuotare quelli nazionali troppo egalitari.
Perfetto. Solo due lavoratori su dieci godono di un contratto integrativo aziendale. Gli altri a che Santo si dovrebbero raccomandare?
Ve li immaginate voi dei lavoratori che riescono a strappare 2000 euro di aumento premio l'anno scioperare per averne 100 lordi al mese a regime dopo 2/3 anni ?
Dunque che il contratto nazionale sia un problema da risolvere per i lavoratori delle aziende poco sindacalizzate o in crisi o in dismissioni.
Il CCNL è non solo la base solidale tra lavoratori, ma è garanzia di riconoscimento del lavoro in quanto tale. Ottocentesco, ci dicono, via tutto alle ortiche, ci esortano i modernisti dibattitori.
Poi, è noto a tutti che i padroni sono lì, impazienti, che non vedono l'ora di rinunciare a parte del profitto per darlo ai lavoratori, come dimostra la redistribuzione seguita al cuneo fiscale concesso alle imprese.
Dunque cari compagni, non solo dovete cercarvi un lavoro stabile, "ma anche" in un' azienda sana, col principale ansioso di darvi l'aumento. Uno su mille ce la fa.
Infine, due annotazioni, prima che ci incazziamo del tutto.
Il modello più produzione, più salario, più consumi, più felicità, non solo è smentito dai fatti, almeno negli ultimi 30 anni, ma appare sempre più un modello insostenibile dal punto di vista ecologico e delle risorse. E questo sì è ottocentesco.
Ultimo, ma non meno importante è che nel disquisire del MIO salario emerge una concezione che quasi nessuno contraddice: i salari aumenteranno se avanzano i soldi. Dei bisogni ce ne possiamo altamente impippare. Oppure corriamo al cesso.

29/12/2007

Auguri al Papa Re

Non possiamo escludere dalla nostra rapida carrellata sull'anno che va concludendosi,  il punto sullo Stato della Chiesa.
I processi di secolarizzazione, nonostante i maldestri tentativi di negarne l'esistenza, proseguono inarrestabili.
In questo clima non è casuale la presenza di Papi Ratzy sul trono di Pietro.
La recente enciclica Spe Salvi, che non è un detersivo per lavatrici, sferra un virulento attacco all'ateismo e all'illuminismo, dimentica di quanto quest'ultimo sia alla base delle migliori conquiste degli ultimi tre secoli:democrazia, eguaglianza, laicità, libertà di espressione.
L'ideologia di Ratzinger sembra guardare indietro, molto indietro, come se l'ossessiva avversione al relativismo si fosse via via trasformata in una condanna della pluralità dell'esistente. Tipica del monoteismo, è una caratteristica più adeguata alla setta che non a una confessione religiosa mondiale.
Benny sembra non aver individuato bene la strategia in grado di invertire la rotta e allora si rivolge al vecchio, consolidato e proficuo ricorso all'appoggio politico.
Passando per la riscrittura storica (radici cristiane) e il vocabolario (laicità sana).
Curioso che ha stabilire la sanezza della laicità sia il Papa.
Allora traduciamo in italiano: privilegiare legislativamente i credenti organizzati sotto l'insegne del Papa Re.
Il problema è che questo funziona solo in Italia.
Unico paese al mondo dove un TAR e un Consiglio di Stato, nell'indifferenza generale, sentenziano che "il crocefisso è un simbolo della laicità dello Stato".
Potremmo replicare che la falce e il martello sono simboli della devozione a Dio. E siamo pari.
Il nostro è anche l'unico paese al mondo dove i tg aprono a ogni pisciatina papale e i politici, dopo aver perso ogni contatto con la realtà, affidandosi alla realtà virtuale di Bruno Vespa, si sono convinti che chissà quali folle di elettori sia capace di spostare l'episcopato.
L'atteggiamento a "pelle d'orso sul pavimento del salotto" della politica nei confronti del Papa e del papismo, è pressochè uniforme da destra a sinistra (sinistra si fa per dire) e costringe i pochi laici autentici rimasti a mettere in secondo piano rivendicazione di diritti civili che nel resto d'Europa sono ormai acquisiti da decenni.
Le conseguenze sono che quel poco di laico che era scritto nel programma dell'Unione è stato archiviato, per l'ostracismo dei teodem, o impallinato dal PD ( che vuol dire Partito Democratico e non Papa-Dipendenti).
In nome degli interessi supremi della Coalizione di governo.
Interessi che si eclissano prontamente quando a votare contro il governo è la portavoce dell'Opus Dei Paola Binetti, contro la quale nessuno si è azzardato a chiedere provvedimenti. A differenza di ciò che è stato fatto con Turigliatto, Rossi, Caruso ecc. ecc.
Bisogna ammettere che ha ragione Borghezio: questo è un paese pieno di baluba, specificando però che i baluba sono quelli con la pelle bianca.

Chi di Lega colpisce di Lega perisce: chissa come c'è rimasto male Calderoli ha leggere un noto quotidiano parigino che titolava "Air France freg de sott le nas Alitalia a que terrons de lumbard".
Anche la solidarietà tra celti è andata a farsi friggere.
Con olio siciliano, ovviamente.

27/12/2007

Anno nuovo vita nuova

Anno nuovo, vita nuova.
Si dice tutti gli anni ma sarà vero, questa volta?
I presupposti ci sono tutti.
Mastella ha intenzione di fondare un nuovo movimento: ATEO, Associazione Transgender E Omossessuali.
Dini darà vita a SOVIET: Solo Operai Verranno Immediatamente Esentati dalle Tasse
La Binetti sta già lavorando a SESSO : Società E Strutture per Scopatori Ossessivi.
Veltroni cambia il PD in ROSSO: Rivoluzione Organica della Sinistra Sindacale Ortodossa.
Va da se che la Brambilla si iscrive a GNOCCA: Grande Nuova Organizzazione Comunisti Comunardi e Anarchici
E noi? Non ci Resta che confluire nel PDL.
Partito delle Libertà?
No.
Padroni Distruggete i Lavoratori.

22/12/2007

Palle di Natale

Anno nuovo vita nuova.
Così Berlusconi rinnova la sua cassandrica profezia: a gennaio il governo Prodi andrà a casa.
E' vero che lo aveva detto anche a dicembre, novembre, ottobre, settembre e giù giù indietreggiando, ma questa volta, forse ha qualche ragione in più.
Lo ha detto ieri al comizio di Cinecittà, accolto da un gruppo non eccessivamente folto di sostenitori, neanche mille.
Silvio dacci oggi il nostro sondaggio quotidiano, e Lui, generoso, ci informa che solo 17 italiani su 100 hanno fiducia in Prodi.
Non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male, e Lui, ottimista, ci dice che chi è stato comunista, e quindi mangiava i bambini, non può mangiare il panettone e diventare buono. "Ma anche" a sinistra ci sono persone per bene che vanno liberate dall'abbraccio mortale di chi vede nel comunismo un'utopia positiva. Che poi sarebbe l'identikit di Uolter.
Ma non è delle facezie non-politiche del Silvio che vogliamo parlare, bensì della contestazione che lo ha accolto. "Berlusconi piduista Cinecittà non ti vuole" è lo striscione che alcuni giovani volevano sistemare nelle vicinanza del palco. Ovviamente sono intervenute le forze del disordine e tutto è stato risolto per il meglio. Anche se...
Anche se un uovo ha raggiunto la giacca del Gobbo di Notre Dame.
E qui interveniamo noi.
E che si tira un uovo a un personaggio così?
Con tutta la fame diffusa che c'è nel mondo si spreca in questo modo un alimento così sostanzioso?
Ci dissociamo.
Si poteva tirare un mattone per esempio, meglio ancora sassi.
Grandi, perchè quelli piccoli potrebbero infilarsi negli occhi.
E' proprio vero, a Natale siamo tutti più buoni. Anche noi.
Più belli no, perchè è impossibile.

Come Oliver Twist, la Brambilla è stata cacciata dal ristorante dove il reazionario Sarkozy ha pranzato.
La giovane e bella rossa pulzella si è presentata al ristorante e si è avvicinata al tavolo del presidente, ma è stata prontamente fermata dalla sicurezza.
"Les places son tout reservè"
"Ma je suis la Brambillà!"
"E qui se ne freghè"
"Ma represènt le Peuple de la Libertè, je suis la ggggens"
"Et qui se ne rifreghè! S'il vous plait, madame, se ajustè en la cousine a lavè le vaisselle. E se regard que no la ulilizer comme carotte."
"A moi le gazebò! Cesserè de payer le impots"
Peccato che i TG non abbiano trasmesso il simpatico siparietto.
In compenso ci hanno detto quante volte al giorno fa pipì Carla Bruni.

Quell'antipatico del giornalista Filippo Facci, (ci pare del Foglio o comunque dell'alternativa più valida alla carta igienica) è stato cacciato e denunciato dalla RAI per aver definito "cloaca" l'azienda pubblica.
Pur repellendoci epidermicamente Facci, lo riteniamo ingiusto e soprattutto ci facciamo una domanda: i vertici RAI useranno i soliti provvedimenti nei confronti del Nano Arcoriano che ha l'ha definita un bordello?
Il direttore generale querelerà il popolarlibertario? Ne impedirà l'accesso ai pubblici schermi?
O si useranno i due pesi e le due misure?
Noi abbiamo un sospetto, anche perchè, mentre Facci non s'intende di cloache, il Tappo Liberalpopolare di puttane ne capisce moltissimo.

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