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27/01/2009
Sliding doors
Ci siamo chiesti più volte cosa sarebbe stato di noi se avessimo accettato di diventare sindacalisti di professione, come ci fu proposto nel lontano 2000.
Non potendo ormai più cambiare il nostro modo di essere, saremmo andati senz'altro incontro a spiacevoli inconvenienti.
Facciamo alcuni esempi.
L'infelice ministro tremonti ci convoca per esporci la nuova finanziaria: chissà quale imbarazzo avremmo provato nello scoprire che saremmo stati gli unici a presentarsi col cappellino con l'elica sopra che gira, supponendo che il dpf presentato dal ministro fosse uno scherzo di pessimo gusto.
E che dire di quella volta che, convocati dal governo, per discutere dei nuovi assetti contrattuali (l'immondo accordo di cisluiluglconfindustria) ci saremmo lanciati sulla signora On.Brambilla al grido di "Più lavoro per tette", suscitando l'invidia della Polverini?
Forse saremmo finiti sui giornali, presentandoci alla Marcegaglia, compltamente vestiti di nero, alla Blues Brothers, credendo di essere stati invitati al funerale dell'ennesimo lavoratore morto per infortunio nelle "sue" imprese ereditate da paparino.
Ma saremmo sicuramente passati alla storia, il giorno in cui, in tv, intervistati dai soliti simil-giornalisti-scendiletto, alla domanda "come ne usciranno i lavoratori dalla crisi del capapitalismo globale", avremmo risposto fischiettando "Can you leave your hat on" e improvvisando un spogliarello integrale "Full Monty" (ovvero meno che in mutande) sottointendendo che non resisteranno neppure 9 settimane e mezzo, non riuscendo neppure a raggiungere la terza delle settimane.
In fondo, quindi, è stato meglio così per tutti: tremonti può continuare a far girare il suo cappellino, la Brambilla a esibire le sue tette, la Marcegaglia a spiaccicare i lavoratori, i giornalisti a fare domande a cazzo.
E noi?
Noi ci risparmiamo di prendere freddo.
Per ora.
02:46
Scritto da: hot_metal
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Silvio e la Coop
Ricordate la terribile vicenda della signora Reggiani?
L'opposizione di allora scatenò una reazione che portò il sindaco Veltroni e l'intero governo sull'orlo della crisi.
Il quadro dipindo era quello di orde di zingari e extracomunitari che scorrazzavano per il paese saccheggiando e stuprando, mentre la sinistra stava a guardare compiaciuta, presa com'era dai litigi interni.
Dopo tutto è cambiato, compreso il governo: soldati nelle piazze, poliziotti ognidove, telegiornali ammutoliti, giornalisti distratti.
Così come non esiste la crisi (invenzione dei pessimisti) così non esiste più un problema sicurezza.
Dall'inizio dell'anno almeno 4 gli episodi gravissimi. Alemanno, che aveva promesso periferie simili ai villaggi Alpitour s'incazza.
Il Penecefalo, invece, pur di non smentire se stesso spara berlusconate a più non posso.
La dichiarazione "ci vorrebe un soldato per ogni bella ragazza" la dice lunga sulla scarza intelligenza del premier.
Abbiamo capito che l'intelligenza, oltre a essere un optional, non è proporzionale all'altezza.
Più probabilmente è proporzionale alla lunghezza del pisello però.
Questo spiegherebbe perchè la prole del Nanetto pocodotato assomiglia tutta al lattaio di Arcore.
In ogni caso, se le parole hanno un senso, la dichiarazione di Silvio Penico, sono sconvolgenti, a tratti allucinanti.
Le cazzate si possono così estrapolare in ordine crescente di cazzità:
1) discriminazione tra donne belle e brutte. Evidentemente per l' Indecente esistono donne che si possono stuprare e altre no.
2) cercare di risolvere i problemi di ordine pubblico con l'esercito, tipico dei personaggi autoritari e dei Dittatori delle Repubbliche delle Banane, compreso il nostro, che la banana dovrebbe infilarsela in.
3) Così è la vita: certe cose sono sempre successe e sempre succederanno. In fondo cercare di trombarsi più donne possibili è una prerogativa maschile, alla quale è pressoche impossibile opporsi.
Ascoltare il Monocrinico Silvio è come andare alla Coop: ascolti una dichiarazione e porti a casa 3 stronzate
02:42
Scritto da: hot_metal
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24/01/2009
Lo strappo
Alla fine, ce l'hanno fatta.
In meno di un ora.
Questo è il tempo necessario che CISL UIL e UGL (scusate il termine) hanno impiegato per smantellare il Contratto Nazionale di Lavoro.
Il più forte elemento di coesione e solidarietà tra lavoratori è stato svenduto dai sindacalisti avvezzi a minacciare la rivoluzione dal salotto di Porta a Porta, ma nei fatti a firmare qualunque cosa gli si ponga davanti.
Anzi, notizie certe di nostri compagni infiltrati nel ministero, ci assicurano che nella fretta Bonanni ha firmato anche un rotolo di carta igienica Fox e ad Angeletti sono state fatte firmare delle cambiali e ora è diventato proprietario dei debiti di Alitalia.
La Polverini (UGL) poi, pur di dimostrare che il suo è un sindacato che esiste per davvero, ha firmato un curiosissimo foglio dove si parla di anima e di diavolo.
Se la firma è stata apposta nel tempo di prendere un caffè, la preparazione però è stata lunga. Sono mesi che Bonanni, Angeletti e Polverini lavorano affinchè tremonti e brunetta cedano e in cambio del CCNL allunghino una paghetta settimanale ai lavoratori. Ma non è tutto.
Si pongono clausole che limitano la libertà di sciopero, magari coordinandolo con un decreto Maroni che impedisce di manifestare laddove ci sono chiese, uffici pubblici, mete turistiche, intralci al traffico, ovvero, dovunque.
La CGIL non ha firmato, non che non ne abbia avuta la tentazione, tant'è che Epifani ha parlato di una grande manifestazione il 4 Aprile , e nel frattempo ogni iniziativa dove essere congelata.
La FIOM si è opposta e ha mantenuto in piedi lo sciopero del 13 febbraio, assieme a FP, creando non poco scompiglio nella CGIL, soprattutto quella PD-dipendente.
Epifani, ha infine dovuto dichiarare che "per alto senso di responsabilità (evitare lo strappo con la FIOM che avrebbe scioperato ugualmente) " lo sciopero del 13 febbraio viene assunto nelle iniziative della CGIL.
Dunque ancora una volta, i metalmeccanici si assumo in proprio il compito e la responsabilità di tornare alla lotta e smentire nei fatti e nei luoghi di lavoro l'accordo-truffa siglato dai sindacalisti salariati dal governo.
Inutile sottolineare che "l'accordo" siglato non prevede nessuna consultazione tra i lavoratori.
Quindi il primo passo che chiediamo è che si svolga un referendum generale sui luoghi di lavoro, dove almeno chi ha firmao quella mondezza di foglio abbia il coraggio di venirci a spiegare, mettendoci la faccia, che salario, sicurezza e democrazia possono essere scambiate per un pugnello di euri (forse).
E siccome siamo dei democratici consentiremo ai sindacalisti di CISL, UIL e UGL (se ne esiste uno che non sia la Polverini) di presentarsi indossando la maschera di Topolino, tanto più che ci avviciniamo a Carnevale, se proprio si vergognano a mostrare la loro. Oltretutto come il saio non fa un frate, una maschera non fa un pagliaccio.
Va da se il 4 Aprile la FIOM risciopera.
Quando il gioco si fa duro, i duri giocano.
E come avevamo promesso nel post di inizio anno:
"La democrazia è il bene più importante che hanno i lavoratori, l'unico modo per contare, l'unico modo per essere protagonisti, e allora se questo è l'unico modo, rispondiamo dicendo "SIAMO TORNATI IN PIAZZA E CI RIMARREMO FINO ALLA FINE !"
14:17
Scritto da: hot_metal
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19/01/2009
Ottimismo
Stamani non siamo stati a lavorare.
Siamo stati a Bruxelles.
Eravamo intenti a guardare l'acqua che scorreva velocemente nel Canale di Charleroi, quando sono transitate centinaia di barchette di carta.
Incuriositi ci siamo informati.
Si trattava del piano economico del Governo italiano scritto da tremonti (quell'infelice che ieri era da Fazio) e sottoscritta da Alì Babà e la sua decina di ladroni, affidato alla corrente.
Per la verità la Commissione Europea aveva provato a incartarci il pesce, ma la carta era di pessima qualità.
Alcuni audaci si sono avventurati a farci degli aerei di carta, ma poi si sono accorti che erano stati svenduti a Air France e a una cordata di simil-industriali sfuggiti rocambolescamente alla cattura per omicidio di alcune migliaia di lavoratori.
In effetti il faldone presentato dall' Italia alla Commissione era composto di 283 pagine, ma conteneva una sola parola: "Ottimismo".
Dunque mentre il mondo capitalista s'interroga su come rilanciare l'economia senza smentire se stesso, il Mentecatto Monocapellico suggerisce di spendere i soldi che la gente non ha.
Bisogna ammettere che Penecefalo Silvio ci aveva consigliato di fare degli straordinari, e li avremmo fatti se la fabbrica non avesse chiuso.
Ci siamo recati presso la nostra banca di fiducia, la Royal Scottish Bank, ma l'impiegato ci ha informato che i nostri soldi sono spariti, essendo la banca, per l'appunto fallita. Di fronte al nostro pianto dirotto, il funzionario si è commosso e per rincuorarci ci ha battuto sulla spalla dicendo: "Su su, ci vuole ottimismo".
Nel frattempo un ottimistico carro attrezzi si portava via la nostra macchina non avendo potuto pagare l'ultima delle 72 rate.
Rincasati a piedi sotto una torrenziale pioggia di ottimismo, la nostra fidanzata aveva preparato un bel piatto di ottimismi al sugo di fiducia e speranza, ma il piatto restava inesorabilmente vuoto.
Digiuni, ci siamo seduti davanti alla tv per ingannare il tempo, dove ci siamo interessati all'acquisto di un giubbottino di pelle di Gucci da 39000 euri che, con ottimismo, potremo comprare a saldo per soli 19500 euri nel 2071 nell' outlet costruito al posto dell'obsoleto palazzo del '500 trasformato in loft per il Grande Fratello del 2010.
Curiosa la notizia di Fini che propone agli imam di predicare in italiano proprio nel momento in cui il Papa propone di tornare alla messa in latino. Giusto per ribadire il concetto di libertà di culto.
Siamo andati a letto ottimisti come non mai, nella speranza di svegliarsi domani e venire a conoscenza che lo Scaramacai presidente del consiglio, e tutti i suoi, sono andati, ottimisticamente, a prenderselo in quel posto. Allegramente.
21:28
Scritto da: hot_metal
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18/01/2009
Profeti in Patria
Considerato che gli italiani non hanno altro che discutere se non la partenza di un giocatore di calcio, che per quello che abbiamo capito va a cacà, si sono buttati a pesce sulle dichiarazioni di Celentano.
Ora tutti noi sappiamo che l'Adriano nazionale ha vinto di tutto: Sanremo, Canzonissima, il Disco per l'Estate e, non ultimo, il Nobel per la Banalità.
Da quando si è messo a giocare a Dio con noi, periodicamente, ci propina dei sermoni lunghissimi che sono un misto tra un riassunto di una voce di Wikipedia e il Manuale di Nonna Papera.
L'ultimo quesito postoci è una novità assoluta.
Come aveva fatto l'umanità intera a non pensarci prima?
Da Socrate a Marcuse, dal Manzanarre al Reno, nessuno si era posto il dilemma.
"The show must go on?".
Possibile divertirsi mentre da qualche parte del mondo si soffre?
Sulla questione abbiamo interrogato un nostro amico commediografo, Guglielmo Scuotilancia, che da quando è emigrato a Brodway si fa chiamare William Shakespeare.
Dopo averci pensato su un po' ci ha risposto, con grande prontezza:
"Ballare, o non ballare…
questo è il dilemma se sia più nobil animo
sopportar le fiondate e le frecciate
d’una Milly Carlucci oltraggiosa,
o armarsi contro un mare di sciagure,
e contrastandole finir con esse.
Morire… addormentarsi: nulla più.
E con un sonno dirsi di por fine
alle doglie del cuore e ai mille mali
che da natura eredita la carne.
Questa è la conclusione
che dovremmo augurarci a mani giunte.
Morir… dormire, e poi sognare, forse…
Già, ma qui si dismaga l’intelletto:
perché dentro quel sonno della morte
quali sogni ci possono venire,
quando ci fossimo scrollati via
da questo nostro fastidioso involucro?
Ecco il pensiero che deve arrestarci.
Ecco il dubbio che fa così longevo
il nostro vivere in tal miseria.
Se no, chi s’indurrebbe a sopportare
le frustate e i malanni della vita,
le angherie dei tiranni,
il borioso linguaggio dei superbi,
le pene dell’amore disprezzato,
le remore nell’applicar le leggi,
l’arroganza dei pubblici poteri,
gli oltraggi fatti dagli immeritevoli
al merito paziente,
quand’uno, di sua mano, d’un solo colpo
potrebbe firmar subito alla vita
la quietanza, sul filo d’un pugnale?
Dopo questo pippone inappropriato abbiamo capito che il Molleggiato ha colto nel segno perchè un poeta (così da oggi viene definito Adrianone dagli esperti) non solo trasmette "il sentire", ma detta la linea.
Dunque compagni: "Prisencolinensinainciusol all right, svalutation, yuppy du."
Abbiamo appena finito di ascoltare quel falso in bilancio intellettuale di giulio tremonti ospite da Fazio. Il tentativo è quello di fare il liberista illuminato, il risultato è, se possibile, ancora più deprimente di quando faceva l'economista al servizio dell'imperialimo globale. Non vale la pena di consumare energia per commentare, basta cliccare qui
20:13
Scritto da: hot_metal
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17/01/2009
Fate veramente Kakà
Sappiamo che vi aspettate due parole sulla guerra nella striscia di Gaza.
Crediamo che le immagini parlino da sole.
Il governo nazista di Israele, forte dell'appoggio internazionale, con in testa gli USA repubblicana o democratica, niente cambia, perchè le banche sono sempre le banche, fa finta di essere buono e dopo aver bombardato scuole, ospedali e civili, si appresta a dichiarare il cessate il fuoco unilaterale solo perchè non c'è rimasto più nessuno da massacrare.
La teoria imperialista e coloniale della lotta al terrorismo, classica dei governi fascisti come quello italiano, francese, americano, contro Hammas, ottiene i suoi risultati: dopo aver lavorato per decenni perchè Hammas diventasse forte, in nome della libertà, si scatana una repressione che niente ha da invidiare alla arianizzazione dell' Europa di nefasta memoria.
Così come i talebani furono appoggiati nella guerra antisovietica, e Saddam Hussein in funzione anti-iraniana.
Niente di nuovo sul fronte occidentale.
Ne ci commuove la sceneggiata filo-israeliana dell' Annunziata a AnnoZero, ne tantomeno le dichiarazioni simil-democratiche di tutte le forze politiche.
La questione palestinese ha radici perse nel tempo ed è complicata. Una cosa è certa. le ragioni stanno SOLO e TUTTE dalla parte dei palestinesi.
Israele è Israele per volere e per frutto della politica coloniale e imperialista della Grann Bretagna e degli Stati Uniti. Punto. Così come il Giappone è una potenza economica.
Ma la guerra a Gaza è una sciocchezza e aldilà di una sommaria dichiarazione pacifista, non scatena nessuna emozione.
Ciò che fa scendere in piazza, invece, è la cessione di un giocatore, dal nome che ricorda più una diarrea che un attaccante, dal Milan al Manchester City.
Due città operaie, dalla storia gloriosa, ma da dove gli operai sono diventati invisibili, e restano solo un imprenditore delinquente e uno sceicco tiranno.
16/01/2009
Gattopardi
Prima della crisi padroni e governi aumentavano la precarietà e riducevano salari e pensioni.
Ora è cambiato tutto: si riducono salari e pensioni e si aumenta la precarietà.
22:31
Scritto da: hot_metal
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14/01/2009
Alicio nel Paese delle Meraviglie
Chi ha guardato la puntata di Ballarò di ieri sera ha avuto la fortuna di poter assistere, anzichè al solito pippone politico con simil-dibattito al seguito, a una pregevole riduzione televisiva di Alicio nel Paese delle Meraviglie.
La storia la conoscete più o meno tutti.
Alicio Uolter per inseguire Bianconiglio Piddì (che ripete ossessivamente "£è tardi, è tardi" si ritrova in un Paese incantato dove persone, animali e cose parlano e si muovono.
La metafora di Alicio è nota a tutti: o che sia troppo grande o che sia troppo piccolo, Alicio non si sente mai giusto per la situazione.
Quando Alicio parla di una Grande Italia-Clinton (o, a scelta, un Italia-Blair, Italia-Zapatero no, troppo di sinistra anche per la fantasia dello sceneggiatore) assomiglia di più al geom. Rossi del Catasto che non a uno statista. E quando si traveste da gggente comune si vede lontano un miglio che si sente uno statista.
Ma aldilà del messaggio, efficacie, risultano esilaranti alcuni personaggi.
Primo fra tutti lo Stregatto Silvio, lo strano animale che scompare dai tribunali lasciando in bella vista il sorriso a 64 denti e il trapianto di peli sulla testa.
Molto realistico appare, invece, l'episodio in cui Alicio Uolter festeggia il Buon Non-Partito del Piddì: non potendo mai festeggiare una presa di posizione precisa del PD, Alicio e i suoi decidono di festeggiare tutti i "ma anche", i "pacatamente", ma anche, i "serenamente".
Altri personaggi particolarmente riusciti sono La Regina di Cuori D'Alema e il Re Fassino.
Qualsiasi cosa dica o faccia Alicio, la Regina sbotta in un perentorio "Taaagliaaaategliiiii la teeeestaaaa".
Re Fassino invece non conta una beata mazza, nonostante sia il Re.
Abbiamo anche Bruco Brunetta, alto 3 pollici, di colore azzurro come Forza Italia, che risponde alle domande di Alicio con altre domande, non avendo mai avuto una risposta azzeccata in tutta la vita. Si esprime a monosillabi tranne quando usa una quadrisillaba: "li-cen-zia-re".
Alicio ogni tanto convoca la direzione del Pd dove intervengono i Palmipedoni come Rutelli, strane creature che Alicio deve stare attento a non calpestare. I Palmipedoni parlano, ma non si capisce quello che dicono, riportiamo un intervento famoso della Palmipedona Melandri:
Era brilligo, e gli unsci tovi
giraschiavano e succhiellavano i pratiali.
Tutti eran mimsi i borogovi
e il momoratso ultrarraffava.
Come tutti sanno alla fine Alicio viene processato e condannato alla decapitazione dalla Regina di Cuori D'Alema, ma prima che la sentenza venga eseguita.... Alicio si sveglia e si ritrova sindaco di S.Anna a Pelago.
L'unico a non apprezzare l'opera è l'UDC Giovanardi che dichiara: "Pessimo insegnamento per le giovani generazioni, per tutto il film Alicio non fa che assumere funghi stupefacenti".
Da rivedere.
10/01/2009
.

12:40
Scritto da: hot_metal
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09/01/2009
Il sogno di Dante
Come ogni volta che siamo di turno alla mattina siamo andati a letto presto.
Dopo aver sognato alcune pin-up (compresa Amaranta), ci siamo ritrovati, nel sogno, in un luogo buio, illuminato a tratti da lunghe lingue di fuoco.
A un certo punto, si fa avanti una figura, ci pare di conoscerla, è un nostro concittadino.
Fermatosi, puntandoci contro il dito, così parla:
«O Tosco che per la città del foco
vivo ten vai cosí parlando onesto,
piacciati di restare in questo loco.
La tua loquela ti fa manifesto
di quella nobil patria natio
alla qual forse fui troppo molesto».
Porca la maremma zozza nonchè ladra e alquanto maiala!!!
H: "Danteeeee.... vecchia ciabatta o come và?
Indottù se stato tutto questo tempo?" rivolgendoci a lui.
D: "Messer Hotto da Fiorenza, averotti da far una rivelazione.
Per lo lungo tempo trascorso ebbi a sopportar si grave dimenticanza"
H: "O icchè c'è Dante? O chi t'ha rotto 'oglioni?"
D: "Censurommi la Commedia Divina, quei bu'aioli"
H: "Che bu'aioli? Quì grullo di SSavonarola?"
D: "Savonarola una benemerita mazza, Hotto!
L'Inferno e un son 33 canti, son 34!! Maremma guelfa!"
H: "O da quando in quà son 34, Dante?"
D: "Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canascenza Hotto!
Tra l'antinferno e i' limbo c'aveo messo 'n'attra padule."
H: "E chi tu c'ha' infilato?"
D: "I Maanchisti, Messere"
H: "E chi sarebbero?"
D: "Quelli che stanno un po' di qua e un po' di là"
H: "E i' contrappasso?"
D: "L'ho divisi in du' parti uguali, pe'llungo, e devono andà a zoppino pell'eternità"
H: "Ganzo! e chi tu c'ha' messo?"
D: "Gualtiero Veltrone, Bersano dell'Emilia, Massimo da Alema e la Mala Andri"
H: "T'ha fatto bene! I piddì un si pò guardà... son peggio de' ghibellini....."
D: "Ora men vò, Hotto, ma prima di dipartirmi, altra cosa ho da dire"
H: "Favella Dante"
D: "L'ha' presente i' trenta decimo Canto?"
H: "I' Conte Ugolino?"
D: "Macchè Conte Ugolino...me l'hanno cambiato.... un avevo mica scritto così!!"
H: " E come tull'avevi scritto?"
D: "La bocca sollevò dal castagnaccio
quel peccator, forbendola a' pinoli
dalla teglia ch'elli avea di retro guasto.
Poi cominciò: «Tu vuo' ch'io rinovelli
disperato dolor che 'l stomaco mi preme
già pur pensando, pria ch'io ne favelli.
Ma se le mie parole esser dien seme
che frutti infamia all' uvetta ch'i' rodo,
parlare e lacrimar vedrai inseme.
Io non so chi tu se' né per che modo
venuto se' qua giú; ma fiorentino
mi sembri veramente quand'io t'odo."
H: "Di Fiorenza io son Dante, e un tu mi riconosci?"
A quel punto la sveglia è suonata e....
Lo duca e io per quel cammino ascoso
intrammo a ritornar nel chiaro mondo;
e sanza cura aver d'alcun riposo
salimmo su, el primo e io secondo,
tanto ch'i' vidi delle cose belle
che porta 'l ciel, per un pertugio tondo;
e quindi uscimmo a riveder le stelle.
20:40
Scritto da: hot_metal
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